Racconti e romanzi

E' arrivato Quattro note nere! 

Torna Castaldo Felice con dei nuovi e avvincenti racconti dalle tinte un po' folk e un po' noire.
Dopo il successo di “Dieci passi nel buio” e “Al di là degli alberi”, l’autore napoletano propone 4 originalissimi racconti al limite dell’ignoto, tra vammane – antiche fattucchiere campane –, giovani nerd inseguiti da cloni zombie, vecchi giapponesi – o meglio alcune parti di essi – e pendolari in piena crisi esistenziale.
Ogni racconto è curato nei minimi dettagli e tutti i personaggi sono descritti alla perfezione, con ampio spazio alla dimensione introspettiva, in pieno stile dell’autore.
Quattro storie diverse.
Quattro modi per guardare nell’abisso.
Fatevi cullare dalla
melodia di quattro note nere.

 

QUATTRO NOTE NERE, ARRIVA IL MIO TERZO LIBRO!

Perché scrivo? E soprattutto, quanto ho guadagnato?

Le domande che mi fanno più spesso sono due: «Perché scrivi?» e «Quanto hai guadagnato fino a oggi?».

Sono due interrogativi che tornano puntualmente e ai quali, ormai, ho dedicato una sorta di sezione di risposte, a volte convincenti, altre un po' meno.

Partiamo dalla seconda, che probabilmente è quella che incuriosisce di più. Con i miei libri precedenti, nonostante le migliaia di ebook scaricati, non ho guadagnato nulla. Il motivo è molto semplice: erano gratuiti. Fine del mistero.

Ma veniamo alla domanda più interessante: perché scrivo?

La risposta, in realtà, è semplice. Come ho già detto in altre occasioni, scrivo principalmente per un motivo egoistico: scrivo le storie che piacerebbe leggere a me.

Certo, con il passare degli anni l'ispirazione non arriva più con la stessa facilità, ma quando un'idea comincia a gironzolarmi per la testa, devo assolutamente metterla da qualche parte. Su un taccuino oppure, più velocemente, sull'app Note del mio Samsung.

Poi la lascio riposare per un po' e, dopo qualche tempo, torno a rileggerla. Se non mi convince più, come accade nella maggior parte dei casi, la lascio lì, a dormire, senza cancellarla. Non si sa mai.

Se invece quell'idea continua a grattarmi il cervello, allora significa che c'è qualcosa che merita di essere approfondito. E se mi vedete fissare il vuoto, non preoccupatevi: probabilmente non sto avendo una crisi esistenziale, ma nella mia testa sta prendendo forma una trama. E, soprattutto, stanno nascendo dei personaggi.

Perché sono convinto che la narrativa, soprattutto quella contemporanea, in cui ormai abbiamo letto e visto praticamente di tutto, debba puntare non tanto sulla trama, quanto sui personaggi. Sono loro a fare la differenza, a rendere una storia memorabile e a spingere il lettore a seguirli anche quando la strada si fa tortuosa.

Ed è così che nasce un racconto, a volte addirittura un romanzo, e chissà, magari persino una saga.

Quando comincio a scrivere, non so necessariamente come finirà la storia. Lascio semplicemente che le parole scorrano sulla tastiera, che i personaggi prendano vita e che la narrazione si allarghi, cresca e diventi sempre più grande. Fino a quando mi ritrovo tra le mani qualcosa che, all'inizio, non avrei mai immaginato.

Ed è proprio lì che comincia la parte più dolorosa per uno scrittore: tagliare.

Bisogna asciugare il testo, eliminare le sottotrame superflue, tagliare i dialoghi inutili e rendere tutto più leggibile. In sostanza, bisogna togliere ciò a cui si è affezionati per lasciare al lettore quello che serve davvero.

E ogni volta che cancello una riga, è come se mi stessi tagliando un pezzo di carne. Perché dietro quelle parole ci sono ore di lavoro, idee, immagini e, a volte, anche qualcosa di personale che non avrei mai pensato di mettere nero su bianco.

Ma scrivere significa anche questo: imparare a lasciare andare.

Nel frattempo, mentre mi interrogo sul senso della scrittura e sul mio conto in banca che non accenna a crescere grazie ai libri, l'uscita di Quattro note nere si avvicina.

La data da segnare è il 31 Ottobre.

Nel frattempo, sono alle prese con la post-produzione (na palla colossale), con la sistemazione dei social e con l'invio del libro in stampa.

Insomma, il lavoro non manca. I guadagni, per ora, sono un'altra storia.

E ricordate sempre di tradurre i giapponesi!

Racconti e romanzi

Mi piace scrivere e l'ho sempre fatto da quando ero ragazzino. Negli anni ho pubblicato due libri, una raccolta di racconti intitolata Dieci passi nel buio e un romanzo Al di là degli alberi.

Dieci passi nel buio

Persi in un cimitero di paese o caduti giù da un promontorio mentre una strana presenza vi osserva immobile, scene oniriche di cavallette giganti o il più classico degli alberghi infestato dai fantasmi, una bambina con un discutibile senso dell'umorismo o un mostro che ama il sole, un gatto poco raccomandabile o un marito ossessionato, una camera d'ospedale con un piccolo ospite o una simpatica vecchietta in una paesino sperduto. Dieci piccoli racconti che vi porteranno per mano attraverso un sentiero ricco di storie paurose, macabre e ironiche. È proprio lì! Lo vedete? Lì proprio dietro quella casa diroccata, seguite il sentiero, scende dolce e inesorabile, prendetemi per mano, venite, seguitemi... andiamo a fare due passi, anzi dieci... dieci passi nel buio.

AL DI LA' DEGLI ALBERI

Marco viene trasferito al piccolo posto di Polizia di Lucento, un paesino del beneventano. Tutto sembra andare per il meglio, ma un rapimento scatenerà la furia di forze insormontabili, forze che vivono poco distanti, forze che vivono al di là degli alberi.
Chi sono queste forze? Chi è il prete nero? Marco è davvero ciò che dice di essere?
Ma soprattutto chi vive a Geena? La città dimenticata oltre il bosco?
Immergetevi nel primo romanzo di Castaldo Felice, già autore della raccolta di racconti “Dieci passi nel buio”, il successo horror del 2016.