Musica

Qui si parla di musica: dischi, singoli, curiosità e novità. I miei generi preferiti? Rock, rap, blues, pop, jazz, disco, reggae… ma la verità è che ascolto un po’ di tutto. Se suona bene, sono già interessato.

I dischi da ascoltare a Maggio 2026

Tornano i Subsonica con il loro undicesimo album, Terre Rare, un lavoro che riporta la band su sonorità più affini al proprio DNA e che farà felici i fan storici. Dopo le derive più pop del disco precedente e alcune scelte soliste di Samuel, questo nuovo capitolo segna un ritorno compatto alle origini, quasi a voler riaffermare l’identità del gruppo.

Anche sul piano dei testi si percepisce una maggiore maturità: i temi sociali tornano centrali, come dimostrano brani come “Straniero” e “Radio Mogadiscio”, che aggiungono profondità a un impianto sonoro già solido. Il risultato è un album più adulto, curato e tecnicamente quasi impeccabile. Rispetto agli esordi, però, si avverte la mancanza di veri inni generazionali: quei pezzi capaci di diventare immediatamente iconici e trascinare il pubblico.

Resta comunque la conferma di una band ancora in grande forma, capace di rimanere rilevante nel panorama italiano. E chissà che dal vivo — li aspettiamo a fine luglio — questi brani non riescano a sprigionare tutta la loro forza.


Olivia Dean – The Art of loving

C’è poco da dire: con The Art of Loving, Olivia Dean conferma tutto ciò che di buono si era intuito agli esordi. La cantautrice londinese, classe ’99, arriva al secondo album con una maturità sorprendente, costruendo un lavoro elegante e personale.

Il disco si muove con naturalezza tra soul, pop e sfumature jazz, senza mai perdere coerenza. È un album che scorre con fluidità, curato nei dettagli e capace di suonare sempre autentico, senza forzature.

Forse manca il singolo da classifica, quello immediatamente virale, ma paradossalmente è proprio questo uno dei suoi punti di forza: The Art of Loving non cerca scorciatoie, preferendo costruire un’identità solida e duratura.

Un lavoro raffinato, che conferma Olivia Dean come una delle voci più interessanti della nuova scena britannica.

 

 

Cosmo - La Fonte

Il cantautore torinese Cosmo torna dopo l’ottimo Sulle ali del cavallo bianco con La Fonte, un lavoro che segna fin da subito una netta distanza dalle sonorità più dance del precedente capitolo.

Qui Cosmo cambia pelle ancora una volta: le sue produzioni, come sempre ricercate, rallentano i ritmi per abbracciare uno stile più vicino all’urban pop, proiettato al futuro ma con un approccio diverso — più pacato, meno urgente. Una trasformazione che sembra riflettere anche un momento personale dell’artista, recentemente diventato padre.

Anche i testi seguono questa direzione, risultando più lineari e immediati rispetto al passato, senza però perdere del tutto la cifra autoriale che lo contraddistingue.

Resta il dubbio sull’impatto di un disco così: coerente con il percorso artistico di Cosmo, ma forse destinato a rimanere in una dimensione più raccolta. Come già accaduto ad altri nomi della scena torinese, il rischio è quello di non raggiungere mai un vero successo di massa — anche a fronte di una proposta solida e riconoscibile.

Un album che conferma la coerenza dell’artista, ma che lascia aperta una domanda: quanto spazio c’è oggi per un percorso così indipendente nel panorama italiano?

 

I dischi da ascoltare a Marzo 2026

Bruno Mars – Romantic

A dieci anni dall’ultimo disco (sono davvero passati dieci anni? Oh my God…) torna il nostro Bruno con un album che non si discosta troppo dai precedenti: tanto soul, R&B e quella leggerezza contagiosa che, di questi tempi, non guasta affatto.
Il sound è pulito e la produzione è impeccabile, confezionando un lavoro che difficilmente stanca e che probabilmente ci accompagnerà per buona parte del 2026.
Siamo solo all’inizio dell’anno, ma c’è già chi grida al possibile album dell’anno.


Gorillaz – The Mountain

Torna il progetto guidato da Damon Albarn dopo il non troppo convincente Cracker Island, con un disco che guarda molto a Oriente. Le sonorità hanno infatti un forte sapore indiano e diversi richiami all’Asia.
Nei testi emergono anche i lutti che hanno colpito il gruppo: nel giro di un anno sono scomparsi sia il padre di Albarn sia quello di Jamie Hewlett, cofondatore del progetto. Il tema però viene trattato in modo spirituale più che analitico.
Il risultato è un album ricco di sfaccettature che invita a più ascolti per essere colto fino in fondo.


Blackpink – Deadline

Le ragazze coreane proseguono il loro percorso con un lavoro solido e coerente. Le tracce sono divertenti, energiche e fatte apposta per muovere il culo.
Sono sfrontate, moderne e perfettamente in linea con il pop globale di oggi. A mio parere restano il miglior gruppo K-Pop in circolazione.
Ora non resta che aspettarle dal vivo.